Quotidiano Giuridico
Videosorveglianza urbana integrata: come il Viminale unifica i sistemi di controllo cittadini
15/05/2026 - Arriva la spinta del Ministero dell’Interno verso la sinergia tecnologica tra sale operative comunali, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza
Da In Utero a Noi due sconosciuti: il diritto alle prese con la nuova genitorialità
15/05/2026 - Pma e dintorni, le storie raccontate da cinema e serie tv riaprono il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita
Pedone attraversa fuori dalle strisce e inciampa nella buca: no al risarcimento
15/05/2026 - L’incauto comportamento del danneggiato costituisce causa esclusiva del danno e integra il caso fortuito (Cassazione n. 4335/2026)
IPSOA Quotidiano
Contributo straordinario delle banche: pronti i codici tributo
15/05/2026 - Con la risoluzione n. 20 del 15 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto l’istituzione dei codici tribute per consentire il versamento, tramite modello F24, del contributo straordinario delle banche e degli eventuali interessi e sanzioni dovuti in caso di ravvedimento. Con la risoluzione n. 20 del 15 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto l’istituzione dei codici tribute per consentire il versamento, tramite modello F24, del contributo straordinario delle banche e degli eventuali interessi e sanzioni dovuti in caso di ravvedimento.
Spedizioni di modico valore: nuovi chiarimenti dalle Dogane
15/05/2026 - Con un avviso del 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Dogane ha ricordato che dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 su una spedizione di merci vendute a distanza il cui valore intrinseco non superi complessivamente 150 euro per spedizione si applicherà un dazio doganale di 3 euro per articolo. Tale disposizione normativa sarà applicabile indipendentemente dal regime di riscossione IVA utilizzato (IOSS, regime speciale o IVA standard) e indipendentemente dal fatto che le merci siano dichiarate nei tracciati H1, H6 o H7. Con un avviso del 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Dogane ha ricordato che dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 su una spedizione di merci vendute a distanza il cui valore intrinseco non superi complessivamente 150 euro per spedizione si applicherà un dazio doganale di 3 euro per articolo. Tale disposizione normativa sarà applicabile indipendentemente dal regime di riscossione IVA utilizzato (IOSS, regime speciale o IVA standard) e indipendentemente dal fatto che le merci siano dichiarate nei tracciati H1, H6 o H7.
Il credito d'imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica trova il codice tributo
15/05/2026 - Con la risoluzione n. 18 del 15 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto che per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica, tramite modello F24, è stato istituito il codice tribute “7041” denominato “Credito d’imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica – <a target="_blank" class="rich-legge" title="articolo 1" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314ART19">articolo 1</a>, comma 448, della <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge 30 dicembre 2025, n. 199" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge 30 dicembre 2025, n. 199</a>”. Con la risoluzione n. 18 del 15 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto che per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica, tramite modello F24, è stato istituito il codice tribute “7041” denominato “Credito d’imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica – articolo 1, comma 448, della legge 30 dicembre 2025, n. 199”.
Esoneri agricoli: annullamenti dopo i controlli ex post
15/05/2026 - Con il messaggio n. 1618 del 2026, l’INPS comunica l’avvio delle notifiche dei provvedimenti di annullamento relativi agli esoneri contributivi concessi in agricoltura ai sensi dell’art. 16 del D.L. n. 137/2020 e dell’art. 70 del D.L. n. 73/2021. L’Istituto rende noti gli esiti dei controlli ex post effettuati sulla sussistenza dei requisiti di legge e fornisce indicazioni operative per la consultazione delle anomalie, la regolarizzazione dei debiti contributivi, la riduzione delle sanzioni civili e la presentazione delle istanze di riesame tramite il Cassetto Previdenziale. Con il messaggio n. 1618 del 2026, l’INPS comunica l’avvio delle notifiche dei provvedimenti di annullamento relativi agli esoneri contributivi concessi in agricoltura ai sensi dell’art. 16 del D.L. n. 137/2020 e dell’art. 70 del D.L. n. 73/2021. L’Istituto rende noti gli esiti dei controlli ex post effettuati sulla sussistenza dei requisiti di legge e fornisce indicazioni operative per la consultazione delle anomalie, la regolarizzazione dei debiti contributivi, la riduzione delle sanzioni civili e la presentazione delle istanze di riesame tramite il Cassetto Previdenziale.
TFR e crediti di lavoro: le rilevazioni ISTAT di aprile 2026
15/05/2026 - Con riferimento al mese di aprile 2026 è pari a 2,311728 il coefficiente di rivalutazione delle quote di trattamento di fine rapporto accantonate. A seguito del comunicato ISTAT del 15 maggio 2026, che ha stabilito in 102,5 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi), sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di aprile 2026 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro. Con riferimento al mese di aprile 2026 è pari a 2,311728 il coefficiente di rivalutazione delle quote di trattamento di fine rapporto accantonate. A seguito del comunicato ISTAT del 15 maggio 2026, che ha stabilito in 102,5 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi), sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di aprile 2026 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.
CCNL in scadenza: nuove regole per tutelare salari e tempi di contrattazione
15/05/2026 - Il decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) ha introdotto nuove misure per stimolare il rinnovo tempestivo dei CCNL in scadenza, al fine di garantire una continuità economica ai lavoratori. In particolare, sono previsti obblighi informativi per le parti sociali su aumenti retributivi, un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni in caso di mancato rinnovo del CCNL entro i primi 12 mesi successivi alla scadenza, nonché coperture economiche per il periodo di vacanza contrattuale. Attenzione però, le disposizioni contenute nell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 10" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337ART28">art. 10</a> del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a> si applicano ai contratti collettivi che scadono successivamente al 1° maggio 2026. Cosa succede invece per i contratti già scaduti a tale data e non ancora rinnovati? Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) ha introdotto nuove misure per stimolare il rinnovo tempestivo dei CCNL in scadenza, al fine di garantire una continuità economica ai lavoratori. In particolare, sono previsti obblighi informativi per le parti sociali su aumenti retributivi, un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni in caso di mancato rinnovo del CCNL entro i primi 12 mesi successivi alla scadenza, nonché coperture economiche per il periodo di vacanza contrattuale. Attenzione però, le disposizioni contenute nell’art. 10 del D.L. n. 62/2026 si applicano ai contratti collettivi che scadono successivamente al 1° maggio 2026. Cosa succede invece per i contratti già scaduti a tale data e non ancora rinnovati?
Esaminiamo l'impresa: per te il corso di autoformazione on line
15/05/2026 - La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali. La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali.
Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale
11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.
Bilancio 2025: al via la campagna depositi presso il Registro Imprese
08/05/2026 - Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite <a target="_blank" title="modello RAP" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/03/11/modello-rap-aggiornato-registrazione-verbali-distribuzione-utili-societari">modello RAP</a>. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1252024" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000969010SOMM">D.Lgs. n. 125/2024</a>. Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante D.Lgs. n. 139/2015. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite modello RAP. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal D.Lgs. n. 125/2024.
Transizione 4.0: effetti su investimenti, occupazione e produttività
14/05/2026 - Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi. Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi.
Transizione Digitale ed Ecologica: in arrivo da SIMEST 800 milioni di euro per le imprese
14/05/2026 - SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane. SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane.
Contributi agli istituti culturali 2027-2029: come fare domanda
14/05/2026 - Le istituzioni culturali hanno tempo fino al 4 giugno 2026 per chiedere l'ammissione ai contributi statali previsti dall'art. 1 della legge n. 534/1996. La domanda da presentare consiste nella richiesta di inserimento nella Tabella triennale 2027-2029 del Ministero della Cultura. Le richieste devono essere trasmesse esclusivamente on line sul portale della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura, accessibile con SPID. Quali sono i requisiti di ammissibilità? Le istituzioni culturali hanno tempo fino al 4 giugno 2026 per chiedere l'ammissione ai contributi statali previsti dall'art. 1 della legge n. 534/1996. La domanda da presentare consiste nella richiesta di inserimento nella Tabella triennale 2027-2029 del Ministero della Cultura. Le richieste devono essere trasmesse esclusivamente on line sul portale della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura, accessibile con SPID. Quali sono i requisiti di ammissibilità?
ETS: chiarimenti sull'inquadramento degli enti che operano prevalentemente in forma d'impresa
15/05/2026 - La Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 7741/2026 chiarisce l’ambito applicativo dell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 11" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436ART29">art. 11</a>, comma 2 <a target="_blank" class="rich-legge" title="CTS" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436SOMM">CTS</a> sugli ETS che operano esclusivamente o prevalentemente in forma di impresa commerciale. Il Ministero conferma che tali enti possono iscriversi al RUNTS anche se non sono imprese sociali, poiché la qualifica di ETS richiede comunque l’iscrizione al Registro. Viene distinta la nozione civilistica di impresa da quella fiscale di ente commerciale: l’obbligo di iscrizione al Registro imprese riguarda solo gli ETS che presentano anche i requisiti qualitativi dell’impresa, non quelli che superano solo i limiti fiscali di non commercialità. L’eccesso di attività diverse rileva ai fini dell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 6" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436ART24">art. 6</a> <a target="_blank" class="rich-legge" title="CTS" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436SOMM">CTS</a>, ma non incide sugli ETS che svolgono attività di interesse generale in forma d’impresa. Alcune tipologie (es. ODV) non sono compatibili con modelli imprenditoriali, pur potendo risultare fiscalmente commerciali. La valutazione fiscale compete all’amministrazione finanziaria, mentre il RUNTS verifica la coerenza ordinamentale e l’eventuale migrazione di sezione. La Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 7741/2026 chiarisce l’ambito applicativo dell’art. 11, comma 2 CTS sugli ETS che operano esclusivamente o prevalentemente in forma di impresa commerciale. Il Ministero conferma che tali enti possono iscriversi al RUNTS anche se non sono imprese sociali, poiché la qualifica di ETS richiede comunque l’iscrizione al Registro. Viene distinta la nozione civilistica di impresa da quella fiscale di ente commerciale: l’obbligo di iscrizione al Registro imprese riguarda solo gli ETS che presentano anche i requisiti qualitativi dell’impresa, non quelli che superano solo i limiti fiscali di non commercialità. L’eccesso di attività diverse rileva ai fini dell’art. 6 CTS, ma non incide sugli ETS che svolgono attività di interesse generale in forma d’impresa. Alcune tipologie (es. ODV) non sono compatibili con modelli imprenditoriali, pur potendo risultare fiscalmente commerciali. La valutazione fiscale compete all’amministrazione finanziaria, mentre il RUNTS verifica la coerenza ordinamentale e l’eventuale migrazione di sezione.
Dazi USA e UE: quali sono gli effetti per le imprese italiane
15/05/2026 - Il presidente USA Trump ha concesso all’Unione Europea fino al 4 luglio 2026 per l’attuazione dell’accordo di Turnberry, dopo le intese con Ursula von der Leyen. L’intesa prevede che l’UE elimini i dazi sulla maggior parte dei beni industriali statunitensi e conceda un accesso preferenziale a una serie di prodotti agricoli e ittici USA, mentre Washington dovrebbe mantenere entro un tetto del 15% le tariffe doganali sulla maggior parte delle merci europee. Nel frattempo, la Corte USA del commercio internazionale ha bocciato il 7 maggio 2026 gli ulteriori dazi adottati ai sensi della Section 122 del Trade Act 1974, con un’aliquota del 10%. In questo altalenare di provvedimenti governativi e decisioni giudiziali, le imprese italiane navigano nell’incertezza. Qual è l’impatto sui loro rapporti commerciali con gli USA? Il presidente USA Trump ha concesso all’Unione Europea fino al 4 luglio 2026 per l’attuazione dell’accordo di Turnberry, dopo le intese con Ursula von der Leyen. L’intesa prevede che l’UE elimini i dazi sulla maggior parte dei beni industriali statunitensi e conceda un accesso preferenziale a una serie di prodotti agricoli e ittici USA, mentre Washington dovrebbe mantenere entro un tetto del 15% le tariffe doganali sulla maggior parte delle merci europee. Nel frattempo, la Corte USA del commercio internazionale ha bocciato il 7 maggio 2026 gli ulteriori dazi adottati ai sensi della Section 122 del Trade Act 1974, con un’aliquota del 10%. In questo altalenare di provvedimenti governativi e decisioni giudiziali, le imprese italiane navigano nell’incertezza. Qual è l’impatto sui loro rapporti commerciali con gli USA?
Florovivaismo: come cambia il settore con la riforma 2026 e quali sono le misure per le imprese
15/05/2026 - Nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026 è stato approvato in via preliminare il decreto legislativo attuativo della <a target="_blank" title="legge delega n. 102/2024" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2024/07/16/florovivaismo-delega-governo-valorizzazione-settore">legge delega n. 102/2024</a> sul florovivaismo. La riforma ridefinisce il comparto sotto il profilo agricolo, ambientale, energetico e organizzativo. Il punto centrale dell’intervento è il riconoscimento ufficiale dell’attività agricola florovivaistica, che viene finalmente inquadrata in modo organico all’interno dell’<a target="_blank" class="rich-cod" title="art. 2135" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/05AC00002042">art. 2135</a> del Codice civile. Ma vengono introdotti anche misure per l’efficientamento energetico delle serre e un sistema di valorizzazione delle produzioni basato su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Grande attenzione viene dedicata inoltre alle professionalità del comparto, alla forestazione urbana e alle politiche di rigenerazione ambientale. Cosa cambia? Nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026 è stato approvato in via preliminare il decreto legislativo attuativo della legge delega n. 102/2024 sul florovivaismo. La riforma ridefinisce il comparto sotto il profilo agricolo, ambientale, energetico e organizzativo. Il punto centrale dell’intervento è il riconoscimento ufficiale dell’attività agricola florovivaistica, che viene finalmente inquadrata in modo organico all’interno dell’art. 2135 del Codice civile. Ma vengono introdotti anche misure per l’efficientamento energetico delle serre e un sistema di valorizzazione delle produzioni basato su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Grande attenzione viene dedicata inoltre alle professionalità del comparto, alla forestazione urbana e alle politiche di rigenerazione ambientale. Cosa cambia?
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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